Dal "Mediterraneo di serie B" alla macroregione Adriatico-ionica
Le conclusioni dell'International desk sui Balcani
Poco prima del termine della due giorni al Conference center, questa mattina è stata indetta una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, il presidente della nostra Regione Renzo Tondo e il sindaco di Gorizia Ettore Romoli che alla vigilia aveva chiesto al ministro degli Esteri Franco Frattini di fare di Gorizia la sede permanente dell’International Desk.
La nuova macroregione al centro della discussione è quella Adriatico–ionica, che rappresenterebbe, come i GECT, non un’entità indipendente ma un organismo coordinatore tra gli interessi politico-economici di diverse aree contigue.
Mantica ha ricordato che quello che a lungo è stato considerato il “Mediterraneo di serie B” potrebbe ora essere rivalutato unendo diverse regioni affacciate sul mare, guardando a chi è già in Europa e a chi attende di entrarci a pieno titolo.
“Dopo la nascita del Consiglio del Baltico e la speranza di avviare una macroregione danubiana entro il primo semestre del 2011, ora guardiamo a Croazia, Italia e Slovenia e alle future autostrade del mare. Il progetto si completerà con l’europeizzazione formale di Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina e Albania e con l’ipotesi di allargarsi, in futuro, a Macedonia, Bulgaria e Romania”- ha affermato Mantica, citando poi, come infrastrutture elettive, i porti di Trieste, Bari e Durazzo, e i Corridoi V e VIII.
La stessa area dovrebbe aiutare a superare la dipendenza dai gasdotti russi per puntare a proprie infrastrutture energetiche.
Visibilmente soddisfatto Renzo Tondo, che ha rilevato un forte interesse dei paesi partecipanti al Forum nel decretare il Friuli Venezia Giulia come regione di raccordo per questi nuovi progetti. Tondo ha ricordato che ''dal 1991 con la legge 19 il Friuli Venezia Giulia e' considerato dal Governo "area strategica" per la politica verso i Balcani. Da allora e' cambiato tutto - ha spiegato Tondo - e quindi anche noi dobbiamo sviluppare nuovi strumenti e soprattutto nuove politiche per l'integrazione reciproca''.
Emanuela Masseria
(Martedì 09 Marzo 2010)
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