Convegno “Amianto: lo stato dell'arte, ambiente e salute”
L'iniziativa della European Asbestos Risks Association (EARA)
La European Asbestos Risks Association (EARA) Onlus organizza sabato 13 febbraio il convegno “Amianto: lo stato dell'arte, ambiente e salute”.
L’incontro si terrà nella Sala Oceania del Centro Congressi della Stazione Marittima dalle 9 alle 13.30 e vuole portare all'attenzione degli esperti e dell'opinione pubblica alcune evidenze: 3000 morti all'anno in Italia, dei quali circa 150 fra Friuli Venezia Giulia e Veneto, a cui si aggiungono un ulteriore centinaio (stimato in difetto, soprattutto per la mancanza di dati ufficiali) dalla Croazia.
Sono numeri relativi alla macroarea socio-sanitaria ed ambientale su cui insiste l'EARA, che rappresenta ormai oltre 2000 famiglie. “Sottolineiamo “famiglie”, poiché dai dati ne cominciano ad emergerne alcuni preoccupanti: assumono valori ormai già significativi i casi di esposizione familiare ed anche “ambientale”, ovvero non dipendenti da esposizioni all'amianto di tipo professionale”- comunica in una nota l’associazione.
L’EARA, fondata nel gennaio 2008, si definisce, nel vasto movimento di volontariato per i problemi dell'amianto, una voce “fuori dal coro”. La sua mission rimane la salute e la prevenzione nelle malattie amianto correlate, ma ritiene anche che dopo i risarcimenti e le azioni legali “sia errato ancora non considerare la Salute quale bene primario. Salute che non riguarda soltanto gli esposti per motivi professionali, ma tutti i cittadini in termini di prevenzione, specie legate all'ambiente e alle bonifiche”.
Al WAC (Conferenza Mondiale sull'Amianto) del 2009 a Taormina, un autorevole relatore, illustrando i grafici comparativi fra consumi d'amianto e malattie asbesto-correlate, tenendo conto della lunga latenza della malattia, ha dichiarato: “purtroppo dovremo attendere ancora un po' di anni, prima di vedere scendere la curva degli ammalati, ora in forte crescita”...
Un'affermazione che ha fortemente colpito alcuni partecipanti dell'EARA, poiché implicitamente si “escludeva”una risposta concreta, in termini di sostegno e coordinamento, alla ricerca medica prima del picco di malattie e decessi previsto intorno al 2018 dall'OMS.
Le malattie asbesto-correlate a tutt'oggi non hanno né diagnosi precoce, né cura. L’Eara chiede quindi "di fare della Salute e della relativa Ricerca medica una priorità, se non un'emergenza".
L’incontro si terrà nella Sala Oceania del Centro Congressi della Stazione Marittima dalle 9 alle 13.30 e vuole portare all'attenzione degli esperti e dell'opinione pubblica alcune evidenze: 3000 morti all'anno in Italia, dei quali circa 150 fra Friuli Venezia Giulia e Veneto, a cui si aggiungono un ulteriore centinaio (stimato in difetto, soprattutto per la mancanza di dati ufficiali) dalla Croazia.
Sono numeri relativi alla macroarea socio-sanitaria ed ambientale su cui insiste l'EARA, che rappresenta ormai oltre 2000 famiglie. “Sottolineiamo “famiglie”, poiché dai dati ne cominciano ad emergerne alcuni preoccupanti: assumono valori ormai già significativi i casi di esposizione familiare ed anche “ambientale”, ovvero non dipendenti da esposizioni all'amianto di tipo professionale”- comunica in una nota l’associazione.
L’EARA, fondata nel gennaio 2008, si definisce, nel vasto movimento di volontariato per i problemi dell'amianto, una voce “fuori dal coro”. La sua mission rimane la salute e la prevenzione nelle malattie amianto correlate, ma ritiene anche che dopo i risarcimenti e le azioni legali “sia errato ancora non considerare la Salute quale bene primario. Salute che non riguarda soltanto gli esposti per motivi professionali, ma tutti i cittadini in termini di prevenzione, specie legate all'ambiente e alle bonifiche”.
Al WAC (Conferenza Mondiale sull'Amianto) del 2009 a Taormina, un autorevole relatore, illustrando i grafici comparativi fra consumi d'amianto e malattie asbesto-correlate, tenendo conto della lunga latenza della malattia, ha dichiarato: “purtroppo dovremo attendere ancora un po' di anni, prima di vedere scendere la curva degli ammalati, ora in forte crescita”...
Un'affermazione che ha fortemente colpito alcuni partecipanti dell'EARA, poiché implicitamente si “escludeva”una risposta concreta, in termini di sostegno e coordinamento, alla ricerca medica prima del picco di malattie e decessi previsto intorno al 2018 dall'OMS.
Le malattie asbesto-correlate a tutt'oggi non hanno né diagnosi precoce, né cura. L’Eara chiede quindi "di fare della Salute e della relativa Ricerca medica una priorità, se non un'emergenza".
Emanuela Masseria
(Martedì 09 Febbraio 2010)
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