Da Bearzot, Valcareggi e Maldini arrivando sino a Fabio Capello: il Mondiale parla sempre friulano, triestino e bisiaco...
Storie e personaggi del nostro calcio nell’avvenimento più importante
Madrid, 1982. L'Italia è Campione del Mondo, Enzo Bearzot portato in trionfo
Cominciamo dal più amato: Enzo Bearzot, nato ad Ajello del Friuli nel 1927, tre Mondiali da Commissario tecnico della Nazionale Italiana, con il quarto posto nel 1978 ed il trionfo del 1982: una impresa sportiva epica che ancora oggi commuove, con quella squadra di spompati e massacrati che diventa la formazione che batte le squadre più forti del Mondo (l’Argentina di Maradona, il Brasile, la Germania Ovest) e vince a Madrid il terzo titolo iridato. Il “vecio con la pipa” fermerà la sua corsa in panchina nel 1986, contro la Francia di Michel Platinì.
Assistente di Bearzot in Spagna è il triestino Cesare Maldini, il papà di quel Paolo che con l’Italia gioca quattro Mondiali e ha il record di minuti giocati nella competizione iridata, ma senza mai alzare la Coppa.
Cesare invece conquista il titolo da "secondo" di Bearzot e poi guiderà due squadre nella rassegna, l’Italia nel 1998, che verrà eliminata dalla Francia ai rigori, e il Paraguay nel 2002, anche qui senza troppa fortuna. Nell’undici che vince in Spagna ci sono altri regionali: il portiere e capitano Dino Zoff, da Mariano del Friuli, che detiene ancora oggi il primato di più vecchio giocatore ad aver vinto la Coppa, a quarant’anni e quattro mesi. Zoff poi guiderà la Nazionale in un Europeo, dieci anni fa, perdendo in finale, ovviamente contro i francesi.
Fulvio Collovati, da Teor, marca tutti i più forti della sua generazione e non lascia segnare nessuno. Uno stopper di classe in una difesa imbottita di guerrieri.
Un lottatore, anzi una roccia, era anche Tarcisio Burgnich, classe 1939, di Ruda: terzino e anima della Grande Inter di Herrera, vince l’Europeo del 1968 contro i cugini jugoslavi e poi, a Mexico 70, è protagonista nella fase più calda: prima segna nel leggendario Italia-Germania 4-3, poi, in finale col Brasile, si fa sovrastare dall’immenso Pelè che segna l’1-0 con un colpo di testa incredibile, staccando di mezzo metro il friulano. Tecnico di quella nostra nazionale era Ferruccio Valcareggi, da Trieste. Tre Commissari tecnici nostrani, con sei partecipazioni totali, nei 17 Mondiali disputati dall’Italia: non male…
E tra gli altri giocatori non si possono dimenticare i nostri atleti impiegati nel malefico Cile 1962: nel match contro i padroni di casa il gradese Mario David e il "servolano" Giorgio Ferrini vennero cacciati dall'arbitro inglese Ashton che, peggio di un Byron Moreno, regalerà così la vittoria ai sudamericani. Ezio Pascutti da Mortegliano partecipò ai Mondiali del '62 e '66, quelli conclusi con la debacle incredibile contro la Corea, mentre i terzini Gigi De Agostini, da Udine, e Gianluca Pessotto, da Latisana, fecero la loro buona figura nei Mondiali del '90 e del '98, l'ultimo in cui tra le fila italiane ha militato un nostro uomo.
Andando all’anteguerra spuntano lontani i ricordi su Nereo Rocco, che giocò la prima partita di qualificazione degli azzurri al vittorioso Mondiale del 1934 nel 4-0 con la Grecia, sua unica presenza in Nazionale, prima della sfolgorante carriera di tecnico, e la coppia alabardata del 1938 formata da Gino Colaussi (da Gradisca) e Piero Pasinati (da Trieste). Il secondo fu un rincalzo mentre Colaussi trascinò a suon di gol assieme a Piola gli azzurri ai successi su Francia, Brasile e Ungheria e alla conquista del secondo titolo consecutivo.
E oggi? Beh oggi, in mezzo a questa storia di grandi friulani e giuliani, c’è il primo bisiaco che allena un team ai Mondiali. A Londra, dopo anni di crisi, hanno pescato a Pieris per vincere quell’alloro che manca dal 1966, dai tempi dei Beatles e di Bobby Charlton: Fabio Capello, che proprio oggi compie 64 anni, si sta lisciando il mascellone. Da giocatore, ai Mondiali di Germania nel 1974, gli andò storta. Ma dopo una carriera di allenatore quasi perfetta con Milan, Real Madrid, Roma e Juventus, lui è l’uomo giusto per rilanciare i leoni inglesi.
E se l’Italia non ce la dovesse fare, il tifo della nostra terra andrebbe di sicuro a questo illustre figlio della Bisiacaria.
Redazione Bisia.TV
(Venerdì 18 Giugno 2010)
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