Danilo Dolci
E' nato nel 1924 a Sesana.
Dopo la Maturità artistica a Milano, viene arrestato a Genova dai nazisti nel '43, ma riesce a fuggire. Insegna in una scuola serale a Sesto San Giovanni.
Studia Architettura al Politecnico di Milano, ma nel 1950, prima di discutere la tesi, aderisce a Nomadelfia, comunità animata da don Zeno Saltini, a Fossoli vicino a Carpi.
Nel 1952 si trasferisce nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) dove promuove lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti ed il lavoro: l' impegno sociale gli vale il soprannome di "Gandhi di Partinico".
Nell' ottobre del 1952 Dolci dà inizio al primo digiuno di protesta, sul letto di un bambino morto per denutrizione. La protesta viene interrotta solo quando le autorità si impegnano ad eseguire alcuni interventi urgenti.
Nel 1956 mille persone danno vita a uno sciopero della fame collettivo per protestare contro la pesca di frodo.
Nel 1956 nasce il celeberrimo "sciopero alla rovescia": i disoccupati siciliani si mettono a lavorare per ricostruire una strada comunale abbandonata. La manifestazione viene fermata dalla polizia e Dolci con alcuni suoi collaboratori viene arrestato.
Si concentra sulla denuncia contro la Mafia e sulll'educazione dei giovani delle zona adottando i modi e i contenuti della maieutica socratica: non fornire verità preconfezionate, ma stimolare al ragionamento indipendente.
A partire dagli anni 70 per Dolci l'impegno educativo diventa centrale nella sua opera ed avvia l'esperienza del Centro Educativo di Mirto, frequentato da centinaia di bambini.
Negli anni successivi Dolci gira l'Italia per animare laboratori maieutici in scuole, associazioni, centri culturali.
Muore a Trappeto nel 1997.
Dopo la Maturità artistica a Milano, viene arrestato a Genova dai nazisti nel '43, ma riesce a fuggire. Insegna in una scuola serale a Sesto San Giovanni.
Studia Architettura al Politecnico di Milano, ma nel 1950, prima di discutere la tesi, aderisce a Nomadelfia, comunità animata da don Zeno Saltini, a Fossoli vicino a Carpi.
Nel 1952 si trasferisce nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) dove promuove lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti ed il lavoro: l' impegno sociale gli vale il soprannome di "Gandhi di Partinico".
Nell' ottobre del 1952 Dolci dà inizio al primo digiuno di protesta, sul letto di un bambino morto per denutrizione. La protesta viene interrotta solo quando le autorità si impegnano ad eseguire alcuni interventi urgenti.
Nel 1956 mille persone danno vita a uno sciopero della fame collettivo per protestare contro la pesca di frodo.
Nel 1956 nasce il celeberrimo "sciopero alla rovescia": i disoccupati siciliani si mettono a lavorare per ricostruire una strada comunale abbandonata. La manifestazione viene fermata dalla polizia e Dolci con alcuni suoi collaboratori viene arrestato.
Si concentra sulla denuncia contro la Mafia e sulll'educazione dei giovani delle zona adottando i modi e i contenuti della maieutica socratica: non fornire verità preconfezionate, ma stimolare al ragionamento indipendente.
A partire dagli anni 70 per Dolci l'impegno educativo diventa centrale nella sua opera ed avvia l'esperienza del Centro Educativo di Mirto, frequentato da centinaia di bambini.
Negli anni successivi Dolci gira l'Italia per animare laboratori maieutici in scuole, associazioni, centri culturali.
Muore a Trappeto nel 1997.
Redazione Bisia.TV
(Lunedì 08 Febbraio 2010)
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